Un presentatore della Televisione di Stato, un tal Giuseppe Michelangelo Bonaudo, all'apice del successo, viene sottoposto a processo penale in quanto sospettato di avere incamerato delle mazzette e di avere ingannato, a vario titolo, gli ingenui telespettatori della TV. Durante il processo emerge però una circostanza che lo scagiona: il suo ultimo programma "A cuore aperto", in realtà non è mai andato in onda a causa di un disguido burocratico; lungi dal gioire per l'assoluzione, il presentatore si affligge per non essere andato in onda come credeva; tanto più che tutti, dai magistrati, al cancelliere, ai fotografi, ai giornalisti e allo stesso pubblico presente al processo, lo denigrano e lo sbeffeggiano, accusandolo di essere una vera e propria nullità. Nel frattempo una ragazza cerca di apparire in TV per esistere, questione di vita o di morte; l'aspirante stellina televisiva ha alti papaveri che l'aiuteranno a realizzarsi. E sarà l'occasione per il prode Bonaudo di cercare un rilancio che lo riabiliti se non altro ai suoi stessi occhi. Il mondo della TV viene così messo a nudo, con le sue finzioni, le sue miserie, le sue piccolezze; e si scopre un mondo di cartapesta, fondato sul nulla; o forse su ciò che la gente crede che sia. La commedia, alla sua terza edizione, è presente anche nel Primo Volume di "Tutte le commedie" con il titolo "Videtur ergo sum" insieme alla trasposizione in forma drammaturgica dei "Promessi sposi" di A. Manzoni e ad altre commedie di successo dell'autore. Venne pubblica inoltre anche in maniera autonoma con il titolo di "Domenica in TV".