Romanzo autobiografico dove racconto di me stessa, dei miei dolori, dei miei ricoveri, della mia voglia di vita nonostante l'impervia salita, della voglia di Dio, di amori, di amicizie, di litigi e di rotture. Tutto in una forma stile confessionale ispirata a Sylvia Plath.
Tutto è raccontato in prima persona, con vari riferimenti; le vicende si svolgono in ordine cronologico.
Mi chiamo Giorgia Deidda, vengo da Orta Nova in provincia di Foggia e amo la poesia e la letteratura, in particolare quella russa e tedesca. Frequento l'università di lingue a Bari; ho sempre amato le lingue straniere perché
attraverso esse riesco a cogliere l'essenza del significato e del modo di pensare di popolazioni che hanno avuto influenze diverse dalle nostre. Ho iniziato a scrivere a 13 anni, qualche poesia prematura, senza infamia né lode. Poi ho iniziato a formarmi in maniera più completa, grazie soprattutto alla letteratura russa e alle poetesse quali Sylvia Plath, Anne Sexton,
Amelia Rosselli; dunque prediligo una poesia biografico-confessionale.
Mi piace molto anche il disegno: i miei mentori sono Milo Manara e Saturno Butto.