Quando il corpo senza testa di una ragazza viene ritrovato lungo il ciglio di una strada di montagna, il caso finisce sulle scrivanie sbagliate. O forse su quella giusta: quella del tenente Giovanni Grandi. Un tempo geniale ispettore anconetano da copertina del Times, oggi uomo stanco, alle soglie della pensione, con una carriera consumata a frugare nel torbido a mani nude e un alcolismo addormentato che respira ancora sotto pelle.
Viene spedito a Valleantica, piccolo borgo degli Appennini sventrato dal terremoto di dieci anni prima. Case, strade, vite: tutto incrinato, come se il paese fosse rimasto sospeso in una bolla, tagliato fuori dalla modernità e condannato a ripetere le stesse giornate tra vigne, silenzi e consuetudini patriarcali. Lì, a presidiare l'ordine rimasto, c'è soltanto l'agente Nunzia Dora: giovane, fredda, lucida fino alla spietatezza.
Nunzia è l'ultima persona che Grandi si aspetterebbe di trovare sulla scena del crimine. È una sua ammiratrice di vecchia data, cresciuta nel mito del grande investigatore italiano capace di risolvere casi impossibili, come quello del fabbro del diavolo o degli amanti acidi. Ma il suo entusiasmo nasconde un rancore antico: da anni è convinta che proprio quell'uomo, quell'eroe distante, sia implicato nella morte di Adele, l'unica persona che abbia mai davvero amato.
Mentre l'indagine avanza, Grandi capisce che i trenta giorni concessi per chiudere il caso sono una condanna, non una scadenza. Qualcuno lo ha mandato in montagna per liberarsene. E la scena del delitto è troppo simile a qualcosa che lui conosce fin troppo bene: un frammento di passato che porta con sé la morte del suo amico Franco, vecchie accuse di corruzione quando era solo un giovane agente di PS, e una scia di incubi che non ha mai smesso di inseguirlo.
Ad accompagnarlo in questa discesa nel fango ci sono la glaciale Nunzia Dora, che sembra sapere del suo passato molto più di quanto lasci intendere, i giovani poliziotti Bordoni e Visentin, l'anziana signora Marisa - memoria vivente e lingua del paese - e un cane lupo cecoslovacco, silenzioso e feroce, pronto anche lui a fiutare la pista dell'orco vero, quello nascosto dietro le favole.
Tra macerie fisiche e morali, segreti sepolti dal terremoto e una comunità prigioniera di se stessa, Giovanni Grandi dovrà capire se sta braccando un assassino, o se è il proprio passato ad avergli finalmente dato la caccia.