Non ci voglio vivere lì, diceva lei. È solo un pregiudizio, vedrai che ti ci troverai bene, diceva lui. La verità sta nel mezzo, dicono alcuni. Invece la verità sta nei posti più impensati o semplicemente dove pare a lei. Ad esempio nell'ombra minacciosa delle tenebre e dei rami che scricchiolano e sussurrano di suoni che gelano il cuore. E quand'è così, tapparsi le orecchie e chiudere le persiane non basta. La verità si insinua tra le fessure, anche le più minuscole e segna le nostre vite. C'è un dopo, riguardo ai fatti che racconto in questo libriccino. Il diminutivo è opportuno perché è un racconto lungo, o un romanzo breve. Forse una novella. Del resto gli eventi che sconvolgono le vite spesso non hanno bisogno che di una manciata di ore per mettere tutto sottosopra e fare in modo che nulla possa tornare più come prima. Ecco, in quel dopo, un tempo che si dipana oltre l'ultima pagina, mi sono chiesta spesso se la mia antipatia per la campagna venisse da lontano, appartenesse a me, o fosse legata a tutto ciò che vi accadde. Nonostante fin da subito non volessi andare a vivere lì, ben prima quindi di scoprire quel che leggerete, negli anni a venire mi sembrò che il tempo trascorso lì fosse determinato da una specie di destino che aveva scelto proprio me per riportare alla luce i fatti bui che avevano già percorso un bel pezzo di strada verso l'oblio. Quei fatti, in misura maggiore o minore, segnarono le nostre vite e non fu possibile liquidarli come brutti, sgradevoli o tremendi. Tutto andava al di là della comprensione e del giudizio, ma stava lì. Era come una grossa catasta di legna, che non bruciava, non diminuiva, non aumentava, potevamo solo starci seduti sopra cercando, per quanto possibile, di non stare troppo scomodi.
Si dice dell'autrice... Che anche a lei non piaccia la campagna. Preferisce vivere in città, preferibilmente in centri curiosamente caotici e al mare, dove il panorama è mosso dal vento. Va da sé che l'autrice non ha nulla contro le passeggiate in campagna, i fiorellini, i prati e tutto quanto, e va altrettanto da sé che pure lei, quando nei luoghi isolati in cui spesso si trovano le case di campagna, scende la notte, si senta sobbalzare il cuore tra fruscii, squittii, crepitii e... scricchiolii.