Alcuni passi dei Quaderni Neri, volumi 96-97 in particolare, di Martin Heidegger (Messkirch, Baden, 1899, Messkirch 1976), stravolgono ambiti e forme di quell'attività dello spirito che diciamo filosofia; ne annebbiano le questioni e le istanze teoretiche e pratiche (del porsi e del portare a compimento), che, benché legittimate modalità di ascolto e mediazione e sguardo su quanto, dono dell'essere, informa l'esistenza, declinano per altri sentieri invece della dominanza dell'Essere.Siffatta irruzione di Martin Heidegger nel pensamento di Martin Heidegger che nutrendo pars destruens la organizza indirizzata secondo il "principio della "essenza del Nazionalsocialismo"" e dotata di criteri per stigmatizzare l'"incapacità politica" dell'hitlerismo che quell'essenza andava defraudando ("l'inselvatichito nazionalsocialismo"), rende "ciò che c'è" esplicitato negli Schwarze Hefte, deviante, deviato da madornale commistione di incapacità di guardare ciò che è "ideologia di un popolo", con l'ontico storico della Tradizione, del non necessitato da indottrinamenti e tesi e codici filosofici; e dunque snatura la domanda dell'Essere che si dona nel linguaggio poetico, mentre nella essenzializzazione degli esitenziali, ne deturpa il lessiso abusato nel dar connotati di autoannietamento alla abissale Shoah.Ed allora, da "Il Posto dei Quaderni Neri" è possibile e ragionevole mettere allo scoperto passi e proposizione del loro nonsenso per un "problema delle filosofia" perché esso invece trasmigra a"problema dei fini e del metodo di Martin Heidegger". Cioè al problema che rende opportuno, anzi indispensabile, del vedere se, liquidate le vie dei nonsenso e dell'"abuso", vi resta un "fondo" per "delineare i compiti relativi alla "posizione" del problema dell'essere" e non del cullare speranze in inerrarabili fini; al domandare autentico a partire da ciò che è domanda dell'Essere: dalla dignità dell'uomo "unico ente a cui nel suo essere ne va del suo essere stesso" e "nella possibilità che gli è propria di essere o non essere se stesso". La risposta muove dunque da solida base, cioè dalla Seinsfrage: la Questione del senso dell'"Essere che lascia essere l'Ente".