Le malattie delle ghiandole salivari comprendono un gruppo eterogeneo di condizioni infiammatorie, ostruttive, autoimmuni e neoplastiche che spesso si presentano con sintomi aspecifici come gonfiore, dolore, xerostomia o compromissione funzionale. A causa della complessa anatomia delle ghiandole salivari e della loro vicinanza a strutture vitali, l'esame clinico da solo è spesso insufficiente per una diagnosi accurata. L'imaging gioca quindi un ruolo cruciale nella valutazione e nella gestione. La TC multidetettore con mezzo di contrasto è la modalità più comunemente utilizzata per la sua velocità , l'elevata risoluzione spaziale e la capacità di valutare l'estensione della lesione, il coinvolgimento osseo e la linfoadenopatia. L'ecografia funge da utile strumento iniziale per le lesioni superficiali, ma è limitata nelle patologie profonde o complesse. La RM fornisce una superiore caratterizzazione dei tessuti molli ed è preziosa in casi selezionati come la diffusione perineurale o il coinvolgimento della base cranica. Le modalità di imaging funzionale, tra cui PET/TC, scintigrafia, SPECT/TC e tecniche RM avanzate, migliorano l'accuratezza diagnostica, la stadiazione e la differenziazione delle lesioni. Un approccio di imaging multimodale integrato, combinato con la valutazione clinica, è essenziale per una diagnosi e un trattamento ottimali.