L'U.si aggira e guarda il mondo (di cui nulla conosce) e la sua umanità. Il filo conduttore è rappresentato dalle avventure e dagli avvenimenti che segnano i momenti della sua vita. Vive i suoi giorni in modo apparentemente slegato: in altri termini ogni episodio può sembrare non avere rapporti col precedente. In realtà i salti temporali sono un continuum di momenti in cui semplicemente manca la descrizione di cosa sia accaduto tra l'uno e l'altro. Congruentemente con la convinzione del protagonista, per il quale la vita vera è quella che si ha prima della nascita e quella che si avrà dopo la morte, tutto ciò che scorre in mezzo è inconoscibile e ininfluente. L'U. appare all'inizio della storia senza che nulla l'abbia lasciato prevedere, poi, in un crescendo di non sense, quasi rossiniano, si inoltra nella descrizione del mondo e di sé. Sino a tornare nel mondo da cui era partito.