Il primo romanzo della saga familiare
Gominhães racconta gli anni intercorsi dal 1616 al 1619. Questa nuova epopea immaginaria è impostata come una
pièce de théâtre. Dal punto di vista geografico, gli scenari ruotano nel Minho settentrionale, regione portoghese confinante con la Galizia spagnola. Comunque, per via del criterio di narrazione scelto, non sarà necessario essere dei cultori ovvero degli storici del territorio per apprezzare l'intreccio dell'opera.
Stimolato dall'affetto degli ammiratori, Vito Antonio Gastaldi riprende la vena delle opere fantastiche permeate da una sorta di erotismo d'antan. Questo libro riporta quindi l'Autore sul sentiero prediletto dei romanzi appassionanti da leggere in completa libertà. La scrittura, vergata a tratti con voluta ingenuità, ha mantenuto la cadenza e lo stile dei racconti popolari. Pertanto, la scorrevolezza del testo e, quindi la lettura, è rimasta facile e leggera. Analogamente ad altri volumi, le note a piè di pagina o nei margini superiori forniranno chiarimenti utili per lasciarsi trasportare dalla storia.