Un'alta percentuale di adulti ricoverati in ospedale soffre di delirio, un'alterazione patologica delle funzioni cognitive associata a disattenzione, decorso fluttuante e una malattia sistemica sottostante, squilibrio metabolico o associazione con farmaci. Il delirio è stato collegato a esiti avversi a breve termine, tra cui un aumento fino a tre volte superiore della mortalità ospedaliera e della durata della degenza, che comportano un carico considerevole per gli operatori sanitari e i servizi sanitari. Il delirio può anche avere conseguenze a lungo termine: alcuni studi indicano un'associazione tra il delirio e una maggiore probabilità di morte, disabilità funzionale, ricovero in strutture di assistenza residenziale, deterioramento cognitivo e demenza dopo la dimissione. Il delirio può essere trascurato, diagnosticato erroneamente e sottovalutato dagli operatori sanitari che lavorano in terapia intensiva. La conoscenza e la pratica da parte degli infermieri della reale portata del delirio e dei relativi oneri nei pazienti in condizioni critiche consentirebbero ai medici, ai ricercatori e ai responsabili politici di allocare le risorse necessarie per ridurre la morbilità e la mortalità associate al delirio.